Tutti i miei compagni di scuola il giorno dopo non cerano più.
Graziarco paolini, gli ex bambini previsioni lotto 899 di mirco del Vajont, oggi padri e madri, alcuni già nonni, hanno per molto tempo preferito rimuovere la sconfinata tristezza di quei ricordi.
I soccorsi erano arrivati prestissimo, verso mezzanotte e ci comunicavano una notizia incredibile: Longarone non cè più.Adriano celentano cantÒ PER loro.Furono ricevuti dal sindaco Gino Cassinis, dallarcivescovo Giovanni Colombo, visitarono la sede del Corriere dei piccoli.Vajont Storia di una tragedia annunciata che lattore Marco Paolini allestì e recitò proprio ai piedi della diga fatale, mandato in onda su Rai 2 (la stessa rete lo riproporrà questo 9 ottobre a mezzanotte).E lancia una lettera-appello (il testo integrale si può leggere su ).



LE grida DEI bambini, sente ancora i brividi Vittore Zannol, 58 anni, longaronese, architetto, a quel tempo otto anni in terza elementare.
Cino Tortorella e la tragedia del Vajont: Organizziamo una festa per i bambini che si salvarono esclusivo.
Cera un giochi di carte kizi piccolo che continuava a stare alla finestra guardando fuori, non cera modo di catturare la sua attenzione, ipnotizzato da quello che vedeva».
Oggi è viva, ospita 50 associazioni che lavorano per la comunità.Ho perso una zia e due cugine».Tra le vittime 487 bambini, uccisi dalla furia della massa dacqua e fango che si muoveva a una velocità pazzesca: 100 chilometri allora.Non sono smorfia lotto meraviglia più riuscita a studiare, persi lanno.Noi più grandi aiutavamo i volontari e i soldati a trovare i cadaveri: fui molto impressionato da un corpo che era rimasto solo un torso dentro vuoto, per anni ha ossessionato i miei sogni».Vennero recuperati solo.500 cadaveri, oltre la metà erano irriconoscibili.Allora era in quinta e aveva quasi 13 anni.Qui è insediata la più grande zona industriale della provincia di Belluno, che dà lavoro a più di 4 mila persone.Ricorda con tristezza Loretta Losso, 63 anni, operaia in pensione di Codissago.IL terrore SI rinnovava ogni sera.La grande festa avvenne il 6 gennaio, giorno della Befana.La zia di mia nonna aveva la casa a Casso, sopra la Centrale elettrica, ma non voleva abbandonare le bestie: è morta col marito, non li hanno mai trovati.E unamica, Rosanna, a cui accendo sempre una candela al cimitero».



Alle sei sono arrivati gli elicotteri, e io cercavo ancora le mie bambole tra le macerie».
Aveva una supplenza a Codissago, era alle primissime armi.
Quando arrivava la sera si rinnovava il terrore, si vedeva solo la fila dei lumini dei parenti per i loro morti».